04/06/2026
Lei è mia mamma, sempre presente, attenta, con il senso del dovere in testa.
Da piccolo la ricordo così: intenta a preparare qualcosa, sistemare la casa, fare dolci, scegliere con cura cosa portare a tavola per la famiglia. Cibo semplice, genuino, spesso prodotto da mio padre.
Era lei che ci metteva a impastare gli amaretti, che ci faceva assaggiare la pasta per capire se fosse cotta, che preparava le frittelle di formaggio e mentuccia.
Insieme a mio padre ha gestito l’agriturismo di famiglia, dove anche noi figli, seppur piccoli, davamo il nostro contributo: sere intere a preparare ravioli di ricotta, a intaccare olive per la salamoia, fare pomodori secchi, verdure sott’olio e insaccati di ogni genere.
Mio padre allevava gli animali con cura, con un’alimentazione precisa a base di ghiande, piselli e mandorle.
Diceva sempre che per avere cose buone bisognava trattare bene gli animali e rispettare il tempo delle cose.
Da lì arriva molto di quello che oggi porto in cucina.
Da quei gesti, da quella cura ... dalla mia famiglia.