bàcaro) è un tipo di osteria veneziana semplice, dove si trova una vasta scelta di vini in calice e piccoli cibi e spuntini. Il nome bacaro viene dai "bacari" (singolare: bacaro), un termine, che a sua volta deriva dal "Bacco", dio del vino. Secondo un'altra teoria deriva da "far bàcara", espressione veneziana per "festeggiare". "Bacari" si chiamavano una volta dei vignaioli e dei vinai, chi veniv
ano a Venezia con un barile di vino a venderlo alla Piazza San Marco, insieme con dei piccoli spuntini. Il bicchiere del vino che si beveva, si chiamava "ombra", perché i venditori del vino seguivano l'ombra del campanile per proteggere il vino dal sole. Per evitare il trasporto faticoso ogni giorno, si cercava in seguito un locale fermo, che si usava come magazzino e come mescita. Sono tuttora presenti a Venezia esempi di questi locali. Uno dei più famosi è il "do Mori", un bacaro vicino al mercato del pesce presso Rialto. Il locale esiste dal 1462 e leggenda vuole sia stato frequentato da Giacomo Casanova. Modernamente ha assunto il nome Cantina do Mori, ma mantiene la tradizione di servire ombre e "cicchetti" (antipasti) rigorosamente in piedi. Alcuni bacari sono frequentati da turisti, ma ve ne sono altri, più nascosti nei piccoli vicoli, che sono frequentati da Veneziani a cui piace fare il "giro d'ombra", che vuol dire andare al bacaro, trovare degli amici e bere un "ombra". Il vino della casa si chiama sempre "ombra"; al bacaro non si trova solo del vino semplice ma anche una grande scelta dei vini di alta qualità, talvolta a buon prezzo. Tradizione in voga tra i pensionati soprattutto a Cannaregio è fare il giro dei bacari partendo dal ponte delle Guglie e arrivando fino a Santi Apostoli. I bacari sono dei tipici locali veneziani dove tra un bicchiere di vino e un aperitivo (il tipico Spritz) si mangiano stuzzichini detti cicheti. Il termine cicheti deriva al latino “ciccus” che significa piccolissima quantità: infatti il cicheto è generalmente uno spuntino che si mangia in un paio di bocconi o poco più. Molte volte si inizia con mezzo uovo e un (ombra di) bianco, un’acciughetta e un prosecco, una polpetta di carne e un rosso, e così via… Per poi finire, inesorabilmente, ubriachi, anzi: “in balla”. Nei bacari oggi si può trovare praticamente ogni genere di cicheto: dal baccalà fritto o manteccato spalmato su crostini, ai pomodori secchi sott’olio, olive e olivette varie, seppioline al forno, polpette, arancini di riso, folpetti, nervetti con cipolla, mozzarelle in carrozza, fagioli e pure gli scampi o mezzancolle fritti. Naturalmente spesso anche panini e tramezzini, che però non sono propriamente dei cicheti “classici”. Alcuni celebri cicheti
PEOCI GRATINAI
Cozze gratinate al forno. MESO VOVO
Uova sode tagliate per lungo condite con olio, sale e pepe e guarnite con un’oliva o una cipollina o una acciuga. MUSETO
Fettina di cotechino lesso, può essere servita posata su un letto di polenta gialla abbrustolita. POLPETE
Polpette fritte di carne e pane imbevuto di latte, con prezzemolo e talvolta aglio. FOLPETI
Piccoli polipi lessati e conditi con varie salse a base d’olio d’oliva. CAPESANTE
Grandi conchiglie a ventaglio su cui viene presentato il ripieno gratinato.