24/01/2026
DIECI ANNI
Non li abbiamo contati.
Non sono passati in fila.
Ci hanno attraversati.
Dieci anni di mattine presto e notti lunghe,
di tavoli da rimettere a posto quando noi — come il mondo fuori — sembravamo non saperlo fare con noi stessi.
Anni in cui tutto cambiava pelle senza chiedere permesso.
Anni di sorprese e gioia infinita, dove niente sembrava bastare mai.
Anni storti, difficili anche solo da comprendere.
Anni che hanno messo alla prova tutto:
noi, il lavoro.
Anni in cui tenere aperto era già una scelta,
e lavorare insieme l’unico modo per stare in piedi.
Dieci anni in cui non siamo diventati grandi:
siamo diventati veri.
Non abbiamo costruito un’azienda.
Abbiamo tenuto insieme una famiglia allargata, imperfetta, viva.
C’è chi è arrivato per restare un mese ed è ancora qui.
Chi è andato via per seguire la propria strada senza mai andarsene davvero.
Ci siamo accompagnati,
come si fa quando ci si vuole bene.
Siamo partiti da una cosa piccola e, senza accorgercene, siamo diventati molte cose.
Non per diventare altro,
ma per restare fedeli a quello che siamo:
un luogo che cresce, che prova,
un posto dove restare.
Ci siamo lasciati attraversare dalla vostra vita e dalle sue storie.
Gioie da festeggiare senza motivo.
Dolori appoggiati accanto a un caffè.
Qui i ragazzi studiano,
i bambini giocano e rispondono al telefono.
I sognatori sognano ad alta voce
e coinvolgono chi non lo sa fare
o non lo fa più.
Da dieci anni siamo un porto sicuro.
Un posto dove le difese si abbassano.
Siamo dove tornare.
Siamo casa,
da cui non vuoi andare via.
Se ti chiedi chi siamo,
se non sai cosa fare,
vieni.
Qualcosa succederà.
E lo attraversiamo insieme.