Lo Chef
Cucinare per me è sentire il mio zaino in spalla, i miei piedi in cammino, la mia curiosità che apre nuove strade. È sentire il ricordo che si fa presenza di luoghi lontani dalla mia terra, in ogni mio piatto. Il mio primo viaggio solitario, iniziato nel 2000 mi ha condotto in quel posto che molti chiamano casa: il mare.
Negli anni seguenti i miei pluri brevetti di istruttore subacqueo mi hanno dato l’accesso al mondo, spostandomi in posti meravigliosi, ogni volta una scoperta a 360 gradi: ingredienti, mani che preparano, lingue sconosciute, il modo in cui ogni cultura, come in un rito, prepara il cibo, mi spinse, con scrupolosa curiosità verso la cucina.
Se dovessi usare una sola parola per definire la mia esperienza sarebbe: “esplorazione”, grazie a miei viaggi ho lavorato con professionisti del settore e imparato ad apprezzare la cucina mondiale. Dall’uso delle spezie orientali in mar rosso, al pesce oceanico della Florida di cui anche Hemingway racconta, ai profumi della Patagonia ai colori delle colline scozzesi, passando dalla managerialità americana, alla donna che preparava del pane in una casa scavata tra le dune del deserto tunisino, bussando alla porta della cuoca creola in Lousiana fino a condividere l’esperienza del ceviche sulle spiagge delle Cayman.
Un percorso di crescita e di vita che, acquisito anche lavorando in noti e diversi locali del catanese, mi ha condotto alla creazione di una cucina priva di strutture e sovrastrutture che la tradizione spesso porta con sé, definita da un mio caro amico chef per questa ragione “easy”, allegra, colorata, speziata e odorosa del mondo.
“L’amore non è tutto, ma ha qualcosa in più di tutto” - Vanuccio Barbaro poeta