15/09/2014
Da: Avvocati senza frontiere di Milano
DA MILANO A TRIPOLI LE MANI DEI PARTITI DI REGIME SULLE CASE POPOLARI LUMBARD. PERQUISITA LA SEDE DI VIALE ROMAGNA E ARRESTATA LA DIRETTRICE DEGLI APPALTI ALER, MONICA GOI.
Ne avevamo denunciato la gestione fraudolenta, sin dagli anni ’90, con le prime class action all’italiana, “ante litteram”, a tutela dei diritti abitativi degli assegnatari degli alloggi popolari, mettendo in luce un vero e proprio sistema criminale di complicità all’interno delle istituzioni regionali e della magistratura di regime, protesa a difendere ad oltranza gli interessi affaristici di Aler e i suoi padrini politici. Inascoltati, abbiamo denunciato con nomi e cognomi politici e magistrati collusi, che negli ultimi 30 anni hanno depauperato uno dei più grandi patrimoni immobiliari pubblici, gettando, ogni anno, in mezzo alla strada, migliaia di anziani e di famiglie bisognose, attraverso pretese gonfiate di canoni e spese e leggi regionali truffa ad «castam».
Ora si ha notizia del fallimento di Asset, società controllata al 100% da A.L.E.R. SpA, che ha perso milioni di euro all’anno, attraverso operazioni illegali all’estero, contrarie alle finalità istituzionali di assicurare alloggi popolari alle famiglie meno abbienti di Milano e Lombardia, mascherate da investimenti in Libia per ristrutturare i palazzi storici dell’ex dittatore Gheddafi (tra cui il Palazzo di Giustizia di Tripoli, l’ex Ente Tabacchi, etc.), come se Aler fosse una solida multinazionale dell’edilizia, e non già un Ente preposto alla sola tutela e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico regionale. Operazioni perciò costituenti una vera e propria distrazione di denaro pubblico e costituzione di fondi neri all’estero nelle mani sporche delle ”famiglie” politiche che gestiscono il business immobiliare pubblico (Vedasi grafico).
I cittadini per bene si domandano indignati - non ancora a quanto pare i magistrati della Procura milanese: “Ma come l’Aler invece di ristrutturare le case popolari dei milanesi, che lascia cadere a pezzi da decenni, va a sperperare il denaro dei contribuenti nei palazzi di Gheddafi…? Ma non è finita da tempo la guerra in Libia e la Milano da bere…? Ma quale investimento del menga! Altro che Aler, sono solo dei «lader», che rubano impunemente alla povera gente con l’avvallo compiacente dei giudici …“.
Parimenti è stata preannunciata nei giorni scorsi dal Sindaco Pisapia e dal Presidente di Regione Lombardia Maroni, la costituzione di una nuova società mista, a partecipazione pubblica, denominata “newco”, che nel giro di due mesi dovrebbe sostituirsi alla gestione fallimentare di Aler S.p.A., già commissariata dal 2013, sulle cui attività fraudolente si cerca in tal modo di gettare un velo pietoso per coprirne le responsabilità penali, civili e amministrative, ovvero i conti in rosso e le consulenze d’oro, in favore degli amici degli amici.
Un buco da oltre 345 milioni di euro, creato da una gestione scellerata e criminale dei circa 68mila alloggi popolari (40mila di Aler e 28mila di proprietà di Palazzo Marino), su cui la magistratura aveva sinora omesso qualsiasi indagine, seppure siano emerse altre voragini e rapporti collusivi tra pubblico e privato, anche nelle precedenti gestioni, già sconsideratamente affidate dal Comune di Milano, dal 2003 al 2009, alla a dir poco chiaccherata “Romeo Gestioni S.p.A.” (di sospetta vicinanza alla camorra che secondo la Corte dei Conti aveva già procurato danni all’erario per oltre 87 milioni di euro derivanti da una gestione “inefficiente e inefficace” del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli, nel periodo dal 1997 al 2007), nonché alla Edilnord Gestioni Spa, e GEFI S.p.A., attraverso cui, come affermava con soddisfazione, all’epoca, il Vice Sindaco, Riccardo De Corato [ammettendo che Milano era uno dei pochi casi in Italia di gestione dell’edilizia residenziale pubblica da parte di privati], che la nuova gestione avrebbe “elevato la qualità e gli standard del patrimonio immobiliare pubblico, rientrando nella volontà del Comune di finalizzare investimenti per nuove case e interventi di risanamento”. Interventi, invero, poi, deviati sulla Libia, facendo sparire oltre 80 milioni di euro, tramite Asset, un enorme buco nero ora ricaduto sulle spalle di Aler. Due società apparentemente distinte, ma un’unica mostruosa creatura a due teste, come Ortro, nell’antica mitologia greca (figlio del gigantesco demone Tifone e della serpentiforme Echidna), società entrambe infatti amministrate dagli stessi ex presidenti Luciano Niero e Loris Zaffra e gestite dall’ex storico e potentissimo direttore generale di Aler, Avv. Domenico Ippolito.
Ironia della sorte, l’annuncio di Maroni e Pisapia è arrivato a ridosso della perquisizione nella sede di Viale Romagna e dell’arresto di Monica Goi, responsabile degli appalti pubblici di Aler S.p.A., nonché lo stesso giorno del rinvio a giudizio dell’ex assessore regionale alla casa, Domenico Zambetti, già arrestato nel 2012, con le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e voto di scambio (per cui è stato rinviato a giudizio anche Alfredo Celeste, ex sindaco di Sedriano). I furbetti Maroni e Pisapia hanno, anche, preannunciato, per addolcire la pillola, una riduzione dei canoni di locazione, dando atto della necessità di contenere le morosità, ma senza toccare le tabelle degli stipendi dei dirigenti, a partire dai 190mila euro del direttore generale, Avv. Domenico Ippolito, responsabile della truffa libica, e degli altri 16 manager, tra architetti e semplici geometri, che si portano a casa dai 90 mila ai 130mila euro lordi l’anno.