15/07/2026
Storie che fanno bene al cuore… personaggi d altri tempi… storie di bar , di trattorie , storie che si tramandano da un bicchiere all altro anche qui a Montese…
LA SCOMMESSA IMPOSSIBILE DI BIGNAMI, PERSONAGGIO D'ALTRI TEMPI
Ci sono storie che non trovate nei libri di storia, ma nella memoria dei vecchi di una volta.
Sono quei racconti tramandati di bocca in bocca nelle stalle, nelle corti e nelle osterie, dove realtà e leggenda finiscono spesso per intrecciarsi.
Quello che state per leggere è proprio uno di questi racconti, raccolto e riportato da Carlo Venturi nel libro "Gente di Casalecchio".
Naturalmente non esiste alcuna fotografia di questa incredibile impresa. Così ho provato a immaginarla, realizzando un'immagine artificiale che, a mio avviso, potrebbe rappresentare il mitico Bignami nella sua particolare impresa.
Che sia diventata leggenda o che sia accaduta davvero poco importa: è proprio da storie come questa che nasce l'anima di un paese.
Buona lettura!
Tra i personaggi che i vecchi di Casalecchio ricordavano con un sorriso c'era Bignami.
Non era un gigante, ma era uno di quelli che si dicevano "un pez d'n'umaz". ( un pezzo di omaccione)
Aveva spalle larghe come quelle di un vitello e due mani enormi, dure come tenaglie. Dicevano che tutta la sua forza fosse concentrata proprio lì: bastava che ti stringesse la mano un po' più del dovuto e ti sembrava di sentire scricchiolare le ossa.
Un giorno, in una delle solite discussioni tra amici, qualcuno volle metterlo alla prova.
Gli offrì una scommessa: dieci franchi, che allora rappresentavano una bella cifra, se fosse riuscito ad arrivare fino a Sasso portando un pesantissimo chiusino tenuto soltanto tra due dita.
Bignami non se lo fece ripetere due volte. Si chinò, afferrò il chiusino con due dita e, senza quasi sforzarsi, si incamminò verso il Sasso.
Dietro di lui, in bicicletta, partirono anche lo scommettitore e un gruppo di amici, curiosi di vedere come sarebbe andata a finire.
Arrivato nella piazza di Sasso, Bignami posò con calma il chiusino a terra, si asciugò le mani e, rivolgendosi allo scommettitore con un sorriso, disse:
"Adesso, per altri dieci franchi, lo riporto fino a Casalecchio."
A quel punto il malcapitato scosse la testa. Di quella dimostrazione di forza ne aveva già avuta abbastanza. Tirò fuori i dieci franchi e glieli consegnò senza discutere oltre.
Naturalmente la compagnia riprese la strada del ritorno verso Casalecchio. Ma, come succedeva spesso a quei tempi, tra una risata e l'altra ci scappò una sosta in un'osteria, poi in un'altra e magari in una terza.
Tra un bicchiere di vino e una compagnia allegra, quei dieci franchi finirono in un attimo.
E quando arrivarono a casa... non ne era rimasto nemmeno uno.
R.Dei