19/06/2026
Non riportiamo l'autore... ma siamo d'accordo al 100%!!!
"La crisi della birra.
O forse dovremmo chiamarla la "bolla della birra".
Nel giro di un solo fine settimana mi è capitato di partecipare a quattro appuntamenti diversi: una sagra, un torneo di calcio giovanile, una festa popolare e un evento di aggregazione locale.
Quattro contesti diversi, accomunati da una costante: la birra a 4 euro. E qui arriva il paradosso.
Una volta alle sagre e alle feste di paese la birra veniva servita nei classici bicchieri grandi: 40, 50 cl, una birra che aveva davvero la dimensione della "media" o della "grande". Oggi il bicchiere si è ridotto. Le quantità sono scese a 30 cl, schiuma compresa. Ma il prezzo, invece di seguire la stessa strada, ha fatto esattamente il contrario: è aumentato.
Tradotto: 13,33 euro al litro per una birra servita in un bicchiere di plastica ad una sagra popolare. Per dare un riferimento, ormai in molti locali del centro di Verona una cosiddetta "media" costa tra i 7 e gli 8 euro, con quotazioni che sembrano avere un fixing giornaliero più vicino alla Borsa di Zurigo che al listino di una città italiana. Con una differenza non trascurabile: a Zurigo gli stipendi medi sono ben diversi da quelli italiani.
Ora, capisco che negli ultimi anni siano aumentati i costi energetici, i trasporti, le materie prime e perfino i bicchieri di plastica. Capisco anche che la logistica possa avere avuto i suoi problemi. Ma sinceramente mi sono perso il momento in cui una birra a una festa popolare ha iniziato a costare quanto una buona bottiglia di vino.
La cosa che mi lascia più perplesso non è soltanto il prezzo. È il fatto che sagre, tornei e feste di paese siano sempre stati luoghi di aggregazione popolare, accessibili a tutti, alle famiglie e anche a chi deve stare attento alle spese. Oggi invece sembra che si stia normalizzando un livello di prezzi che poco ha a che vedere con la vita quotidiana delle persone.
E forse la domanda non è perché una birra costi 4 euro.
Perché se il bicchiere si restringe e il prezzo sale, forse il problema non è la birra. La domanda semmai è: quando una festa popolare ha smesso di essere prima di tutto un momento di partecipazione collettiva, per diventare anche un prodotto da vendere?