12/05/2026
Ci siamo conosciute con le bambine piccole e quando sono state adolescenti abbiamo deciso di aprire la nostra impresa: un ristorante. Ci abbiamo messo un anno di ricerche per trovare il posto, il nome, definire la storia. Ci siamo innamorate di questa cantina che all’epoca era solo un garage, era bellissima ma aveva un difetto, solo una vetrata sul davanti, niente finestre, e siamo in Italia, l’esterno per noi ha molto valore, così abbiamo cominciato a pensare a quel luogo non come a una cantina ma come ad un cortile, le luci dai lati, il soffitto in ombra, le sedie da esterno, i muri bianchi, il bagno da cortile, fuori i vecchi vasconi con l’orto. Da lì a cercare un nome su un libro di botanica è stato immediato e Calycanto è apparso subito quello giusto, l’etimologia significa “fiore a forma di calice” e la pianta era perfetta: una cespuglio rustico, resistente, che fa fiori a dicembre quando tutte le altre piante dormono, fiori profumatissimi ma semplici, proprio quello che volevamo noi, fare la nostra strada, con una cucina, che è l’arte della Shona, ed è un viaggio in giro per il mondo. Ci dicevano che eravamo matte, inesperte, sognatrici, che nessuno avrebbe fatto quella salita per arrivare al Calycanto, che non si arriva con la macchina, che la gente vuole le tagliatelle. Non è andata così. Poi ci sono stati tanti incontri, prima di tutto con i ragazzi che hanno lavorato con noi, molti di loro per molti anni condividendo tutto e con i nostri clienti, quasi tutte donne e ragazze, che, abbiamo capito col tempo, sono più temerarie in fatto di cibo e non hanno paura di fare una salita neanche con un tacco 12. In questi giorni vengono fuori foto e ricordi e così abbiamo deciso di condividerli con voi che ci seguite e che siete stati la nostra forza e siccome sono tanti 22 anni, faremo diverse “puntate” di ricordi. Con tutto l’amore possibile.
Tutti noi che qui abbiamo lavorato: