Cascina Ovi

Cascina Ovi Ristorante Sardo? No! Il ristorante è sempre aperto su prenotazione per eventi ed occasioni speciali.
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il ristorante DI UN Sardo! 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿
🍽️ Cucina sarda contemporanea, ingredienti di prima scelta, tecnica e rispetto per la tradizione
🐟 Pesce fresco ogni giorno 🍷 Vini sardi selezionati
📍 Via Olgia, 11, Segrate

Ogni piatto nasce così:tra fuoco, tecnica e passione ❤️💙È un lavoro fatto di esperienza, intuito e rispetto per ogni ing...
03/06/2026

Ogni piatto nasce così:
tra fuoco, tecnica e passione ❤️💙

È un lavoro fatto di esperienza, intuito e rispetto per ogni ingrediente 🍳

Nulla è lasciato al caso, perché ogni dettaglio contribuisce al risultato finale 🔎

E quello che arriva a tavola è solo l’ultimo passo di un percorso più grande ✨

Ti aspettiamo in 📍 Via Olgia, 11, Segrate (MI)
☎️ 02 213 9581

01/06/2026

Quarta e FORSE ultima parte dei peggiori tipi di clienti 👀😂

1️⃣ Il nostalgico
2️⃣ L'interior designer
3️⃣ Il food influencer
4️⃣ Il finto sardo

Chi manca alla lista? 😏

Scrivimelo nei commenti ⬇️

📍 Via Olgia, 11, Segrate (MI)
☎️ 02 213 9581

... e auguri, oggi, alla nostra Giorgia ❤️
01/06/2026

... e auguri, oggi, alla nostra Giorgia ❤️

Cuore grande, cuore sardo, cuore cagliaritano  ❤️💙Buon compleanno al nostro Francesco!
31/05/2026

Cuore grande, cuore sardo, cuore cagliaritano ❤️💙

Buon compleanno al nostro Francesco!

29/05/2026

Sapevi perché si paga il coperto? 👀

La sua storia parte dal Medioevo 🗿

Le locande mettevano a disposizione stoviglie e posate🍽️

Oggi il coperto comprende tutto questo:
tovaglie, bicchieri, piatti, servizio e lavaggio ✨

Non è solo una voce nel menù ma un insieme di costi che sosteniamo ogni giorno ✅

Lo sapevi? ⬇️

📍 Via Olgia, 11, Segrate (MI)
☎️ 02 213 9581

Morbida. Succosa. Avvolgente. 🐟La ventresca di tonno è il taglio che conquista al primo assaggio ✨La scottatura è delica...
27/05/2026

Morbida. Succosa. Avvolgente. 🐟

La ventresca di tonno è il taglio che conquista al primo assaggio ✨

La scottatura è delicata, studiata per lasciarla quasi cremosa nel cuore, mentre la salsa ponzu aggiunge quella nota agrumata che accende ogni boccone 💡

È un equilibrio sottile tra carattere e leggerezza ✅

Un piatto per chi sa riconoscere la qualità, senza bisogno di troppe parole.

Ti aspettiamo da Cascina Ovi 📍Via Olgia, 11, Segrate (MI)
Prenota il tuo tavolo ☎️ 02 213 9581

🎶 «𝐀𝐢 𝐍𝐨𝐦𝐚𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐨𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐨» 🎶Cinque voci, altrettanti strumenti, tanti anni di storia e un solo obiettiv...
26/05/2026

🎶 «𝐀𝐢 𝐍𝐨𝐦𝐚𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐨𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐨» 🎶

Cinque voci, altrettanti strumenti, tanti anni di storia e un solo obiettivo: trascinare il pubblico con la musica dei Nomadi. La Corpo Estraneo Nomadi Tribute Band tappa, nel loro "Un amore che non può finire tour" anche qui in via Olgia, nell'ambito della clamorosa estate di Cascina Ovi.

Per presentare la grande serata di sabato 6 giugno, abbiamo scelto la formula dell'intervista collettiva: una domanda e una risposta per ciascun musicista, più due quesiti ai quali tutti i componenti della band hanno risposto con una sola voce.

Appunto: come un coro.

𝑫𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒂 𝑳𝒖𝒄𝒂 𝑪𝒂𝒓𝒊𝒂𝒕𝒊 (𝒗𝒐𝒄𝒆) - 𝑳𝒂 𝒗𝒐𝒄𝒆 𝒅𝒆𝒊 𝑵𝒐𝒎𝒂𝒅𝒊 𝒉𝒂 𝒂𝒕𝒕𝒓𝒂𝒗𝒆𝒓𝒔𝒂𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒄𝒆𝒏𝒏𝒊 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒑𝒆𝒓𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒅𝒆𝒏𝒕𝒊𝒕𝒂̀. 𝑻𝒖 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒆𝒗𝒊𝒕𝒊 𝒊𝒍 𝒓𝒊𝒔𝒄𝒉𝒊𝒐 𝒅𝒊 “𝒊𝒎𝒊𝒕𝒂𝒓𝒆” 𝑨𝒖𝒈𝒖𝒔𝒕𝒐 𝑫𝒂𝒐𝒍𝒊𝒐 𝒐 𝑫𝒂𝒏𝒊𝒍𝒐 𝑺𝒂𝒄𝒄𝒐 𝒆 𝒓𝒊𝒆𝒔𝒄𝒊 𝒊𝒏𝒗𝒆𝒄𝒆 𝒂 𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒄𝒊 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒅𝒊 𝒕𝒖𝒐?

Senz'altro provo a evitare questo rischio! Anche perché imitare le loro voci, oggettivamente inimitabili, sarebbe peggio che irrispettoso: sarebbe inutile. Nei brani metto, invece, la mia anima: so bene che cantare canzoni che hanno fatto la Storia del nostro Paese è una grande responsabilità. Una responsabilità grande come l'emozione e l'onore che porta con sé.

𝑫𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒂 𝑺𝒊𝒎𝒐𝒏𝒆 𝑪𝒐𝒏𝒄𝒖 (𝒄𝒉𝒊𝒕𝒂𝒓𝒓𝒂) - “𝑫𝒊𝒐 𝒆̀ 𝒎𝒐𝒓𝒕𝒐”, “𝑰𝒐 𝒗𝒂𝒈𝒂𝒃𝒐𝒏𝒅𝒐”, “𝑼𝒏 𝒑𝒖𝒈𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒔𝒂𝒃𝒃𝒊𝒂”: 𝒄𝒂𝒏𝒛𝒐𝒏𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒄𝒓𝒆𝒅𝒐𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒆𝒓𝒆 𝒂 𝒎𝒆𝒎𝒐𝒓𝒊𝒂. 𝑴𝒂 𝒒𝒖𝒂𝒍 𝒆̀ 𝒊𝒍 𝒅𝒆𝒕𝒕𝒂𝒈𝒍𝒊𝒐 𝒄𝒉𝒊𝒕𝒂𝒓𝒓𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒐 𝒐 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂𝒍𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒐 𝒏𝒐𝒓𝒎𝒂𝒍𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒏𝒐𝒕𝒂 𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒏𝒗𝒆𝒄𝒆 𝒕𝒊 𝒇𝒂 𝒊𝒎𝒑𝒂𝒛𝒛𝒊𝒓𝒆?

C'è una cosa, nei Nomadi, che mi ha sempre colpito: provate ad andare oltre l'apparente semplicità e troverete una cura dei dettagli musicali semplicemente clamorosa. Io sono cresciuto con le loro canzoni: il mio amore per la chitarra nasce proprio grazie a loro. I pezzi cui la domanda fa riferimento sembrano semplici, quasi immediati, ma a un'analisi più attenta ecco che si coglie come una frase di chitarra o un piccolo assolo diventino fondamentali per l’identità del pezzo. Nei Nomadi ogni nota ha un senso, ogni nota è pregnante: non esiste vuoto virtuosismo; lo sacrificano per due elementi ben più importanti: donare emozioni e servire la canzone. Questa, proprio questa è la cosa che, di loro, mi fa impazzire.

𝑫𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒂 𝑬𝒎𝒊𝒍𝒊𝒐 𝑰𝒛𝒛𝒊 (𝒕𝒂𝒔𝒕𝒊𝒆𝒓𝒆) - 𝑰 𝑵𝒐𝒎𝒂𝒅𝒊 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒂𝒗𝒖𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒅𝒊 𝒔𝒑𝒊𝒓𝒊𝒕𝒖𝒂𝒍𝒆, 𝒒𝒖𝒂𝒔𝒊 𝒍𝒊𝒕𝒖𝒓𝒈𝒊𝒄𝒐, 𝒑𝒖𝒓 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒑𝒐𝒑𝒐𝒍𝒂𝒓𝒊𝒔𝒔𝒊𝒎𝒊. 𝑳𝒆 𝒕𝒂𝒔𝒕𝒊𝒆𝒓𝒆 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒔𝒑𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒄𝒓𝒆𝒂𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒕𝒎𝒐𝒔𝒇𝒆𝒓𝒂 𝒔𝒐𝒔𝒑𝒆𝒔𝒂. 𝑸𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒂, 𝒔𝒆𝒄𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒕𝒆, 𝒊𝒍 𝒏𝒐𝒏 𝒅𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂?

Nei Nomadi, il non detto è fondamentale. Spesso, le tastiere non "servono" a stare in primo piano, ma a creare proprio questa loro atmosfera sospesa, in grado di accompagnare il testo senza invaderlo. È proprio quello spazio tra le note, quei suoni tenuti, che fanno arrivare le emozioni. Ecco perché, soprattutto dal vivo, cerco di non turbare questo equilibrio: suonare quello che serve… e lasciare respirare la musica.

𝑫𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒂 𝑫𝒂𝒏𝒊𝒆𝒍𝒆 𝑹𝒂𝒅𝒊𝒄𝒆 (𝒃𝒂𝒔𝒔𝒐) - 𝑴𝒐𝒍𝒕𝒊 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒓𝒅𝒂𝒏𝒐 𝒊 𝑵𝒐𝒎𝒂𝒅𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒊 𝒕𝒆𝒔𝒕𝒊, 𝒎𝒆𝒏𝒐 𝒂𝒑𝒑𝒂𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒂𝒕𝒊 𝒔𝒊 𝒂𝒄𝒄𝒐𝒓𝒈𝒐𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒃𝒂𝒔𝒔𝒐 𝒔𝒊𝒂 𝒄𝒆𝒏𝒕𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂. 𝑸𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒃𝒓𝒂𝒏𝒐 𝒕𝒓𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒐𝒓𝒓𝒆𝒕𝒆 𝒍𝒊𝒗𝒆 𝒊𝒏 𝑪𝒂𝒔𝒄𝒊𝒏𝒂, 𝒅𝒂 𝒃𝒂𝒔𝒔𝒊𝒔𝒕𝒂, 𝒕𝒊 𝒇𝒂 𝒅𝒊𝒓𝒆: «𝑸𝒖𝒊 𝒄’𝒆̀ 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒔𝒆𝒎𝒃𝒓𝒊»?

I bassisti che si sono succeduti nei Nomadi hanno sempre avuto lo stesso approccio: linee di basso a servizio delle canzoni. Un approccio che condivido e cerco, a mia volta, di attuare. I brani per me più interessanti? Tra quelli nella nostra scaletta a Cascina Ovi dico "Naracauli" dal punto di vista armonico e nell’utilizzo di rivolti; "Gordon" per l’aspetto ritmico.

𝑫𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒂 𝑺𝒕𝒆𝒇𝒂𝒏𝒐 𝑹𝒂𝒅𝒊𝒄𝒆 (𝒃𝒂𝒕𝒕𝒆𝒓𝒊𝒂) - 𝑰 𝑵𝒐𝒎𝒂𝒅𝒊 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒂𝒗𝒖𝒕𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒓𝒊𝒕𝒎𝒊𝒄𝒂 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆: 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒏𝒛𝒊𝒂𝒍𝒆, 𝒑𝒐𝒑𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆, 𝒎𝒂𝒊 “𝒗𝒊𝒓𝒕𝒖𝒐𝒔𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒇𝒐𝒓𝒛𝒂”, 𝒎𝒂 𝒄𝒂𝒑𝒂𝒄𝒆 𝒅𝒊 𝒔𝒐𝒔𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒛𝒐𝒏𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒆𝒏𝒕𝒓𝒂𝒕𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆. 𝑫𝒂 𝒃𝒂𝒕𝒕𝒆𝒓𝒊𝒔𝒕𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒍 𝒆̀ 𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒊𝒄𝒊𝒍𝒆? 𝑹𝒆𝒔𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒇𝒆𝒅𝒆𝒍𝒊 𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒔𝒕𝒊𝒍𝒆? 𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒕𝒆𝒏𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 “𝒎𝒐𝒅𝒆𝒓𝒏𝒊𝒛𝒛𝒂𝒓𝒍𝒐” 𝒕𝒓𝒐𝒑𝒑𝒐? 𝑨𝒍𝒕𝒓𝒐 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂?

La vera sfida, dal mio punto di vista, è riuscire a cogliere tutti i dettagli tecnici e interpretativi che Daniele Campani (batterista dei Nomadi dal 1990 al 2023) ha portato nei brani di questo gruppo straordinario, soprattutto dal vivo. Attenzione: per «tutti» intendo «tutti davvero». Parliamo di sfumature che magari il pubblico non percepisce subito, ma che fanno enorme differenza nel , nella dinamica e nell’energia di un brano. Il bello è proprio cercare di riportare quei dettagli sul palco insieme ai miei compagni di gruppo: non solo suonare le canzoni, ma trasmettere quello spirito, quell’intensità e quella precisione che hanno sempre caratterizzato i Nomadi. È la cosa più bella, dicevo. E, insieme, è la cosa più difficile.

𝑷𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒅𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒄𝒐𝒍𝒍𝒆𝒕𝒕𝒊𝒗𝒂 - 𝑰 𝑵𝒐𝒎𝒂𝒅𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒐𝒄𝒉𝒊𝒔𝒔𝒊𝒎𝒆 𝒃𝒂𝒏𝒅 𝒊𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂𝒏𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒓𝒊𝒆𝒔𝒄𝒆 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒂 𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒏𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆 𝒑𝒊𝒂𝒛𝒛𝒆, 𝒈𝒆𝒏𝒆𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒆 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒊 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒊: 𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂𝒊, 𝒑𝒓𝒐𝒇𝒆𝒔𝒔𝒐𝒓𝒊, 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒗𝒂𝒔𝒆 𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒂𝒍𝒈𝒊𝒂, 𝒓𝒂𝒈𝒂𝒛𝒛𝒊 𝒈𝒊𝒐𝒗𝒂𝒏𝒊𝒔𝒔𝒊𝒎𝒊. 𝑺𝒆𝒄𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒗𝒐𝒊 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒛𝒐𝒏𝒊, 𝒐𝒈𝒈𝒊, 𝒇𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒊̀ 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒎𝒂𝒍𝒆… 𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒊̀ 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒃𝒆𝒏𝒆?

La risposta è semplice: i Nomadi "funzionano" perché le loro canzoni sono vere. Parlano di cose semplici ma profonde: amicizia, vita, perdita, speranza… temi che toccano tutti, a qualsiasi età. I loro testi fanno male, è vero: e fanno, è vero anche questo, altrettanto bene. Perché sono incredibilmente attuali, raccontano (anzi: hanno fatto!) pagine importanti della storia del nostro Paese. Il "trucco"? Paradossalmente, l'assenza di ogni trucco: non sono canzoni costruite per piacere a tutti i costi, ma se arrivano, arrivano dritte, senza filtri. Spesso ti entrano dentro. In tutti gli altri casi, ti lasciano comunque un segno potente.

𝑺𝒆𝒄𝒐𝒏𝒅𝒂 𝒅𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒄𝒐𝒍𝒍𝒆𝒕𝒕𝒊𝒗𝒂 - 𝑻𝒂𝒗𝒐𝒍𝒊 𝒊𝒎𝒃𝒂𝒏𝒅𝒊𝒕𝒊, 𝒖𝒏 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒐 𝒂𝒕𝒕𝒆𝒏𝒕𝒐, 𝒖𝒏 𝒍𝒖𝒐𝒈𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒉𝒂 𝒖𝒏𝒂 𝒇𝒐𝒓𝒕𝒆 𝒂𝒏𝒊𝒎𝒂: 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒔𝒂𝒓𝒂̀ 𝒔𝒖𝒐𝒏𝒂𝒓𝒆 𝒂 𝑪𝒂𝒔𝒄𝒊𝒏𝒂 𝑶𝒗𝒊?

Sarà, siamo convinti, una situazione particolare e bella. L'ambiente e l'atmosfera ci porteranno a suonare in modo più raccolto e più attento. Non ci limiteremo a fare musica: proveremo a contribuire alla costruzione di questa stessa atmosfera, mentre le persone vivono la loro serata. Sarà proprio questo il bello: entrare in punta di piedi… e accompagnare quel momento.

25/05/2026

Quanti sacrifici facciamo noi ristoratori? ✨

Giorni lunghi.
Feste saltate.
Momenti persi con la famiglia.

Dietro a ogni piatto c’è molto più di quello che si vede ❤️

E voi colleghi, voi come la vivete? ⬇️

📍 Via Olgia, 11, Segrate (MI)
☎️ 02 213 9581

Uno degli articoli più belli che abbiano scritto ultimamente su di noi
24/05/2026

Uno degli articoli più belli che abbiano scritto ultimamente su di noi

Alle porte di Milano, dove il fermento della metropoli lascia spazio alla quiete di un borgo che sembra sospeso nel tempo, sorge Cascina Ovi. Questo luogo non è semplicemente un ristorante, ma un progetto di vita dove la Sardegna viene raccontata attraverso la passione di Francesco

Indirizzo

Via Olgia, 11
Segrate
20090

Orario di apertura

Martedì 12:30 - 14:30
19:30 - 23:45
Mercoledì 12:30 - 14:30
20:00 - 23:30
Giovedì 12:30 - 14:30
20:00 - 23:30
Venerdì 12:30 - 14:30
20:00 - 23:30
Sabato 12:30 - 14:30
20:00 - 23:30
Domenica 12:30 - 14:30

Telefono

+39022139581

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