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CSQA Certificazioni CSQA è un ente di Certificazione Ispezione Formazione

CSQA è un Ente di certificazione che offre un’ampia gamma di servizi di certificazione, assessment, ispezione e formazione nei settori dell’agroalimentare e del packaging, dei beni di consumo, della ristorazione, dei servizi tecnici e professionali (laboratori, ICT, energia, società di ricerca, gestione rifiuti, società di consulenza, ecc), della PA e dei servizi alla persona. Sin dalla sua fondazione nel 1990, assume un ruolo di leadership a livello nazionale nei settori “agricoltura” e “alimenti e bevande”. Infatti oltre ad essere il primo ente italiano accreditato nel food, nel 2000 creerà il primo disciplinare per la certificazione volontaria di filiera controllata, che successivamente diventerà il documento di riferimento per lo sviluppo della UNI 10939, diventata poi ISO 22005. In questi anni di crescita continua, CSQA ha saputo incontrare le esigenze di una clientela sempre più vasta e differenziata, sviluppando i propri servizi in numerosi settori e ottenendo importanti accreditamenti e riconoscimenti europei e internazionali. Attraverso una struttura capillare di filiali in Italia e all’estero, più di 200 dipendenti e una rete di 400 professionisti che si contraddistingue per competenza, professionalità e affidabilità, garantisce audit indipendenti in 31 Paesi, supportando l’internazionalizzazione delle aziende italiane. Attraverso il Centro di Formazione, CSQA offre servizi di formazione a catalogo, in-house, e-learning, a diversi livelli di approfondimento, in Italia e all’estero. I docenti, selezionati sulla base di solide esperienze e adeguate capacità relazionali, garantiscono una preparazione efficace e specializzata. Organizza corsi online, webinar e seminari utili a conoscere e approfondire novità e cambiamenti in diversi ambiti. Per offrire un servizio completo e strutturato, CSQA ha fondato anche la prima scuola di Management agroalimentare in Italia: www.scuolacsqa.it

📌 𝐄𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢: 𝐝𝐚𝐥 𝟏𝟐 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐢𝐧𝐢𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐞 𝐚𝐯𝐢𝐜𝐨𝐥𝐢Il 12 novem...
04/11/2026

📌 𝐄𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢: 𝐝𝐚𝐥 𝟏𝟐 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐢𝐧𝐢𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐞 𝐚𝐯𝐢𝐜𝐨𝐥𝐢

Il 12 novembre entra in vigore il D.Lgs. 197/2026, che recepisce la Direttiva UE 2024/1785 sulle emissioni industriali e 𝐦𝐨𝐝𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 (D.Lgs. 152/2006). Per molti allevamenti intensivi cambia il quadro degli obblighi ambientali.

🌱 Cosa cambia in pratica
Gli allevamenti interessati dovranno avere un’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞, con procedure definite da Regioni e Province autonome. Gli ambiti principali sono il 𝐦𝐨𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐞𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢, la 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐟𝐟𝐥𝐮𝐞𝐧𝐭𝐢, la 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐦𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐜𝐚, 𝐚𝐳𝐨𝐭𝐨 𝐞 𝐟𝐨𝐬𝐟𝐨𝐫𝐨, l’𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐮𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 e le 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐞.

✅ Come prepararsi
Il primo passo è verificare la propria posizione rispetto alle nuove soglie, controllare le autorizzazioni già in essere e programmare gli interventi su strutture, procedure e sistemi di monitoraggio.
Alcuni 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐯𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚𝐥𝐞. Tra questi ci sono ISO 14001, ISO 14064-1 per l’inventario dei gas serra, SQNBA (Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale) ed EMAS. Sono un supporto per rispettare le regole, ma non sostituiscono gli obblighi di legge.

𝐈𝐥 𝐝𝐞𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐚 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚𝐥𝐞 e mantiene in vigore la normativa sul benessere animale. I tempi sono graduali e partono dalle norme operative UE, non dall’entrata in vigore del decreto. Nel frattempo restano valide le regole attuali sulle autorizzazioni.

🔗 Soglie, scadenze e strumenti sono spiegati nel dettaglio nell’approfondimento sul sito CSQA: trovi il 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.

emissioni industriali · Direttiva UE 2024/1785 · allevamenti suinicoli e avicoli · autorizzazione ambientale · benessere animale

LAVORA CON NOI | CSQA cerca un 𝐒𝐞𝐧𝐢𝐨𝐫 𝐒𝐚𝐥𝐞𝐬 per la 𝐃𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐅𝐨𝐨𝐝, area 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐍𝐨𝐫𝐝-𝐎𝐯𝐞𝐬𝐭, per sviluppare e consolidare ...
03/11/2026

LAVORA CON NOI | CSQA cerca un 𝐒𝐞𝐧𝐢𝐨𝐫 𝐒𝐚𝐥𝐞𝐬 per la 𝐃𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐅𝐨𝐨𝐝, area 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐍𝐨𝐫𝐝-𝐎𝐯𝐞𝐬𝐭, per sviluppare e consolidare il business delle certificazioni volontarie rivolte alle aziende del settore Food.

La figura entrerà nella nostra funzione commerciale con l’obiettivo di acquisire nuovi clienti e nuove norme per i clienti esistenti, con disponibilità a trasferte prevalentemente nell’area di competenza.
È richiesta la conoscenza delle principali 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐅𝐨𝐨𝐝 𝐒𝐚𝐟𝐞𝐭𝐲 come 𝐁𝐑𝐂𝐆𝐒, 𝐈𝐅𝐒, 𝐅𝐒𝐒𝐂 / 𝐈𝐒𝐎 𝟐𝟐𝟎𝟎𝟎, 𝐆𝐋𝐎𝐁𝐀𝐋𝐆.𝐀.𝐏, 𝐈𝐒𝐎 𝟐𝟐𝟎𝟎𝟓.

Tipo di collaborazione: Tempo indeterminato
Candidature aperte fino al 18 dicembre 2026

Visita la nostra sezione dedicata per conoscere i requisiti e candidarti
📍 Link nei commenti

L'innovazione cambia il nostro modo di lavorare, produrre e comunicare.Ma ogni nuova tecnologia pone anche una domanda f...
03/11/2026

L'innovazione cambia il nostro modo di lavorare, produrre e comunicare.

Ma ogni nuova tecnologia pone anche una domanda fondamentale: come possiamo fidarci del suo utilizzo?
Con il settimo capitolo di "𝐅𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚 𝐂𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚" raccontiamo come la certificazione accompagni l'evoluzione della società, contribuendo a costruire fiducia anche nei nuovi ambiti della trasformazione digitale e dell'intelligenza artificiale.

Scopri il nuovo approfondimento sul sito CSQA.

𝐄𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢: 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮 𝐨𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐞, 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢Gli ...
02/11/2026

𝐄𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢: 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮 𝐨𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐞, 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢

Gli italiani leggono le etichette, ma spesso non trovano quello che cercano. È quanto emerge da un’indagine della Fondazione Openpolis per Federconsumatori, realizzata nell’ambito del progetto Italians Do EAT Better (IDEA B) e presentata a Roma il 27 ottobre.
Il quadro è netto: l’attenzione all’etichetta è alta, ma oggi non basta a orientare le scelte d’acquisto.

📊 𝐎𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐞: 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞
• il 96,4% è favorevole a estendere a tutti gli alimenti l’obbligo di indicare l’origine
• il 62% ritiene insufficienti le informazioni attuali sulla provenienza
• l’84,9% legge spesso o sempre l’etichetta prima di acquistare e il 56,7% controlla l’origine delle materie prime
• il 53,3% però giudica il linguaggio poco chiaro, e solo il 24,3% trova le informazioni facili da reperire e da capire

📌 𝐒𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀: 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞
Per i consumatori, sostenibile vuol dire soprattutto produzione locale (62,4%), rispetto dei diritti e della retribuzione dei lavoratori (58,6%) e assenza di pesticidi chimici (57,9%). Solo il 13,7% però riesce spesso a riconoscere un prodotto sostenibile dall’etichetta. E appena l’1,3% pensa che un alimento sostenibile debba per forza costare di più.

✅ 𝐂𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢: 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐮𝐭𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐯𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐨
Il 40,6% considera le certificazioni molto importanti nella scelta di un alimento. I marchi più riconosciuti sono quelli della qualità europea e del biologico:
• DOP: noto all’89,0%, incide sulle scelte d’acquisto per il 72,4%
• IGP: 86,5% e 70,2%
• Biologico: 86,0% e 72,4%
Molto più bassi i valori per MSC (42,2% e 47,9%) e STG (17,3% e 24,0%). Sul fronte nutrizionale, il 76% non conosce né Nutri-Score né NutrInform Battery.

In sintesi, i consumatori chiedono informazioni più chiare e soprattutto verificabili. 𝐋𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞, perché trasforma gli impegni dichiarati dalle imprese in garanzie concrete. 𝐂𝐒𝐐𝐀 𝐬𝐞 𝐧𝐞 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚 𝐟𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚: controllo delle produzioni DOP, IGP e STG, certificazione biologica, rintracciabilità secondo ISO 22005, standard di sostenibilità come GlobalG.A.P., Biodiversity Friend e Green Claims Assurance, e sicurezza alimentare con IFS Food, BRCGS Food e FSSC 22000.

🔗 Tutti i dati dell’indagine e gli strumenti per rendere verificabili origine e sostenibilità sono nell’approfondimento sul sito CSQA. 𝐈𝐥 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.

etichettatura alimentare · origine delle materie prime · certificazioni DOP IGP · sostenibilità agroalimentare · trasparenza per il consumatore

𝐃𝐨𝐭𝐭𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐈𝐅𝐒 𝐅𝐨𝐨𝐝 𝟖 𝐯𝟓 in italiano: non una nuova versione dello standard, ma regole vincolanti già in vigoreIFS ha pubb...
30/10/2026

𝐃𝐨𝐭𝐭𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐈𝐅𝐒 𝐅𝐨𝐨𝐝 𝟖 𝐯𝟓 in italiano: non una nuova versione dello standard, ma regole vincolanti già in vigore

IFS ha pubblicato ad aprile 2026 la versione 5 della Dottrina IFS Food 8. Ora disponibile in italiano. Il documento 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚 𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐢 𝐫𝐞𝐪𝐮𝐢𝐬𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫𝐝 internazionale per la 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.

È un documento complementare, ma 𝐡𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨. Aziende certificate, organismi di certificazione e auditor devono rispettarne i contenuti. L’aggiornamento rientra nell’𝐚𝐥𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐆𝐅𝐒𝐈 𝐁𝐞𝐧𝐜𝐡𝐦𝐚𝐫𝐤𝐢𝐧𝐠 𝐑𝐞𝐪𝐮𝐢𝐫𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐬 𝟐𝟎𝟐𝟒, cioè i criteri internazionali di riferimento per gli schemi di certificazione della sicurezza alimentare.

📌 Le principali novità per le aziende:
- 𝐄𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢: entro tre giorni lavorativi l’azienda deve comunicare all’organismo di certificazione i richiami di prodotto per motivi di sicurezza o frode alimentare. Lo stesso vale per le visite delle autorità che portano a provvedimenti obbligatori.
- 𝐅𝐨𝐨𝐝 𝐒𝐚𝐟𝐞𝐭𝐲 𝐂𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐞: vengono precisati cinque elementi. Sono l’impegno della direzione e del personale, la leadership, la consapevolezza su igiene e sicurezza, una comunicazione aperta anche sulle non conformità e risorse adeguate.
- 𝐀𝐮𝐝𝐢𝐭: chiarimenti sui casi di annullamento, sulle conseguenze per la certificazione e sulla gestione delle situazioni eccezionali.
- 𝐑𝐞𝐪𝐮𝐢𝐬𝐢𝐭𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢: precisazioni su acquisti, rintracciabilità (anche nella macellazione), gestione degli allergeni e Food Defence.

🔎 Un aspetto da non sottovalutare sono le 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞. Le regole nuove o modificate si applicano due mesi dopo la pubblicazione. Per questo le disposizioni della versione 5 sono in vigore dal 23 giugno 2026. La traduzione italiana non fa ripartire i termini.

✅ La lettura in italiano è un’occasione per rivedere le procedure di comunicazione degli eventi straordinari e gli obiettivi di Food Safety Culture. Conviene anche aggiornare la documentazione su allergeni, rintracciabilità e Food Defence, e informare il personale in vista dei prossimi audit.

Come organismo di certificazione IFS Food, 𝐂𝐒𝐐𝐀 𝐡𝐚 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨.

🔗 𝐈𝐥 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐨, 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐃𝐨𝐭𝐭𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐏𝐃𝐅, 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.

IFS Food 8 · Dottrina IFS · Food Safety Culture · certificazione sicurezza alimentare · GFSI Benchmarking Requirements

𝐍𝐈𝐒𝟐, 𝐬𝐜𝐚𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝟑𝟏 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞: 𝐩𝐞𝐫 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐲𝐛𝐞𝐫𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢Per i sogg...
29/10/2026

𝐍𝐈𝐒𝟐, 𝐬𝐜𝐚𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝟑𝟏 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞: 𝐩𝐞𝐫 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐲𝐛𝐞𝐫𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢

Per i soggetti essenziali e importanti inseriti nell’elenco NIS nel 2025, il 31 ottobre 2026 è il termine di riferimento per completare le 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐛𝐚𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐀𝐠𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐂𝐲𝐛𝐞𝐫𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 (ACN). Ogni organizzazione deve verificare la propria data effettiva nella comunicazione ricevuta dall’ACN.

La Direttiva (UE) 2022/2555, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, riguarda settori molto diversi. Tra questi ci sono energia, trasporti, sanità, infrastrutture digitali, servizi ICT e gestione delle acque, ma anche la produzione, la trasformazione e la distribuzione alimentare e numerose attività industriali. L’obiettivo è proteggere le singole aziende e, insieme a loro, le filiere e i servizi essenziali.

📌 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐀𝐂𝐍 (Determinazione n. 379907 del 19 dicembre 2025)
- Soggetti importanti: 37 misure di sicurezza, articolate in 87 requisiti
- Soggetti essenziali: 43 misure di sicurezza, articolate in 116 requisiti

Gli interventi coprono 𝟓 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐭𝐢:
• governance e gestione del rischio
• protezione di sistemi e informazioni
• gestione degli incidenti e continuità operativa
• sicurezza della catena di fornitura
• formazione e responsabilità del management

🔐 𝐈𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. In vista della vigilanza ACN, le procedure scritte non bastano. Servono evidenze che ne provino l’applicazione, come valutazioni dei rischi, registrazioni dei controlli, test di ripristino, attività formative e monitoraggio delle vulnerabilità.
Per chi è entrato nell’elenco nel 2026 le scadenze sono posticipate.

𝐏𝐞𝐫 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐝𝐞𝐠𝐮𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐂𝐒𝐐𝐀 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐧𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐆𝐚𝐩 𝐀𝐧𝐚𝐥𝐲𝐬𝐢𝐬 𝐍𝐈𝐒𝟐 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐞𝐜𝐤𝐥𝐢𝐬𝐭 𝐝𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚. Confronta l’organizzazione con la Direttiva, il D.Lgs. 138/2024, il Regolamento (UE) 2024/2690 (ove applicabile) e gli standard ISO/IEC 27001 e ISO 22301. Si chiude con un rapporto sulle aree da migliorare ed è possibile un successivo follow-up. Le certificazioni ISO/IEC 27001 e ISO 22301 non sostituiscono gli obblighi NIS2, ma offrono un riferimento organizzativo per affrontarne molti requisiti in modo sistematico.

🔗 𝐒𝐜𝐚𝐝𝐞𝐧𝐳𝐞, 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐢𝐞𝐠𝐚𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐨, 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.

NIS2 · cybersicurezza · Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale · gap analysis · ISO/IEC 27001

𝐒𝐐𝐍𝐏𝐈, 𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝟏𝟓.𝟑: 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐞 𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐬𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔Il 26 o...
28/10/2026

𝐒𝐐𝐍𝐏𝐈, 𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝟏𝟓.𝟑: 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐞 𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐞𝐬𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔

Il 26 ottobre è stata pubblicata la revisione 15.3 della norma “SQNPI – Adesione, Gestione e Controllo”, che regola il 𝐒𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐐𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐏𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐚.

La novità principale è la proroga delle scadenze per i controlli dell’annualità 2026. La proroga vale sia per la 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 sia per le 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐢𝐭𝐚̀ agli impegni agro-climatico-ambientali (ACA).

📌 𝐋𝐞 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐬𝐜𝐚𝐝𝐞𝐧𝐳𝐞

𝐏𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐢
- 31 dicembre 2026: prima visita ispettiva o visita annuale
- 15 gennaio 2027: caricamento degli esiti dei controlli ACA e di certificazione

𝐓𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢
- 15 gennaio 2027: prima visita ispettiva o visita annuale
- 29 gennaio 2027: caricamento degli esiti dei controlli di certificazione

Per le verifiche ACA, la norma ammette anche termini fissati dalle Regioni. Puglia e Umbria hanno già fissato le scadenze generali.

✅ 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢
La proroga dà più margine per completare le attività di controllo, ma non modifica i requisiti. Restano invariati gli obblighi previsti dai disciplinari di produzione integrata e dai piani di controllo.

Per le aziende aderenti conviene quindi verificare quali scadenze si applicano, comprese quelle regionali, garantire la disponibilità per le visite ispettive e tenere aggiornata la documentazione necessaria ai controlli.

Per chi opera nella certificazione SQNPI, il nuovo calendario è un riferimento da integrare subito nella programmazione delle attività di fine anno.

🔗 𝐈𝐥 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐚𝐝𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝟏𝟓.𝟑 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐂𝐒𝐐𝐀, 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.

SQNPI · produzione integrata · impegni agro-climatico-ambientali · visite ispettive · certificazione agroalimentare

Per essere competitivi non basta offrire prodotti o servizi di qualità.Occorre anche dimostrare, con evidenze verificabi...
27/10/2026

Per essere competitivi non basta offrire prodotti o servizi di qualità.

Occorre anche dimostrare, con evidenze verificabili, di operare in modo affidabile, trasparente e responsabile.
Con il 𝐬𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 "𝐅𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚 𝐂𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚" raccontiamo come la certificazione contribuisca a ridurre l'incertezza nei rapporti economici e a rafforzare la fiducia tra imprese, istituzioni e mercato.

Scopri il nuovo approfondimento sul sito CSQA: 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢

𝐏𝐅𝐀𝐒 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐛𝐚𝐥𝐥𝐚𝐠𝐠𝐢: 𝐝𝐚𝐥 𝟏𝟐 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐚𝐜𝐤𝐚𝐠𝐢𝐧𝐠Le PFAS sono...
26/10/2026

𝐏𝐅𝐀𝐒 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐛𝐚𝐥𝐥𝐚𝐠𝐠𝐢: 𝐝𝐚𝐥 𝟏𝟐 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐚𝐜𝐤𝐚𝐠𝐢𝐧𝐠

Le PFAS sono sostanze chimiche sintetiche usate perché resistono ad acqua, grassi e alte temperature. Sono 𝐧𝐨𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 “𝐢𝐧𝐪𝐮𝐢𝐧𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐞𝐭𝐞𝐫𝐧𝐢” perché persistono a lungo nell’ambiente. Possono entrare nella filiera agroalimentare da molte strade: acqua, suolo, mangimi, materie prime, materiali a contatto con gli alimenti e, in alcuni casi, attrezzature di lavorazione.
Per questo l’Unione europea ha via via rafforzato i controlli. Oggi le imprese devono confrontarsi con due fronti normativi distinti.

𝐀𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢
Il Regolamento (UE) 2023/915 fissa tenori massimi per quattro PFAS (PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS), considerate sia singolarmente sia come somma. I limiti riguardano carni e frattaglie, pesci, crostacei, molluschi bivalvi e uova. Come riferimento sanitario, l’EFSA ha indicato nel 2020 una dose settimanale tollerabile di 4,4 ng per kg di peso corporeo per la somma delle quattro sostanze.

𝐈𝐦𝐛𝐚𝐥𝐥𝐚𝐠𝐠𝐢
Con il 𝐑𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 (𝐔𝐄) 𝟐𝟎𝟐𝟓/𝟒𝟎 (𝐏𝐏𝐖𝐑), dal 12 agosto 2026 non si possono immettere sul mercato imballaggi per alimenti che superano queste soglie di PFAS:
• 25 ppb per singola PFAS (analisi mirata)
• 250 ppb per la somma delle PFAS misurate
• 50 ppm per le PFAS totali, comprese quelle polimeriche

📌 La norma riguarda soprattutto i materiali trattati o rivestiti per resistere a grassi e umidità.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐞? Non basta analizzare il prodotto finito. 𝐈𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐏𝐅𝐀𝐒 𝐯𝐚 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐇𝐀𝐂𝐂𝐏 e gestito lungo tutta la filiera. Le aree da presidiare sono la provenienza delle materie prime, l’acqua e i mangimi, la qualifica dei fornitori di packaging, le attrezzature, i controlli analitici proporzionati al rischio e la rintracciabilità.

✅ 𝐒𝐭𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫𝐝 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐈𝐒𝐎 𝟐𝟐𝟎𝟎𝟎, 𝐅𝐒𝐒𝐂 𝟐𝟐𝟎𝟎𝟎, 𝐁𝐑𝐂𝐆𝐒 𝐞 𝐈𝐅𝐒 𝐅𝐨𝐨𝐝 𝐨𝐟𝐟𝐫𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐨 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨. Non sostituiscono gli obblighi di legge, ma aiutano a organizzare i controlli e a documentare le misure adottate.

🔗 Nell’approfondimento sul sito CSQA trovi le sei aree di prevenzione nel dettaglio e il quadro normativo completo. 𝐋𝐢𝐧𝐤 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.
PFAS · sicurezza alimentare · Regolamento PPWR · imballaggi a contatto con alimenti · HACCP

𝐁𝐢𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨, 𝐥’𝐔𝐄 𝐫𝐢𝐯𝐞𝐝𝐞 𝐢𝐥 𝐑𝐞𝐠. 𝟐𝟎𝟏𝟖/𝟖𝟒𝟖: 𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐔𝐄 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭 𝐞 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥...
23/10/2026

𝐁𝐢𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨, 𝐥’𝐔𝐄 𝐫𝐢𝐯𝐞𝐝𝐞 𝐢𝐥 𝐑𝐞𝐠. 𝟐𝟎𝟏𝟖/𝟖𝟒𝟖: 𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐔𝐄 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭 𝐞 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢

Il 20 ottobre Parlamento europeo e Consiglio dell’UE hanno raggiunto un 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐢𝐬𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐬𝐮 𝐦𝐨𝐝𝐢𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐢𝐫𝐚𝐭𝐞 𝐚𝐥 𝐑𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 (𝐔𝐄) 𝟐𝟎𝟏𝟖/𝟖𝟒𝟖, il testo che disciplina 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐝 𝐞𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢 𝐛𝐢𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐢.

L’obiettivo è doppio: 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐧𝐞𝐫𝐢 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 e 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, senza toccare i principi fondamentali della produzione biologica. Le novità riguardano tutta la filiera, dalle aziende agricole agli allevamenti, dai trasformatori agli importatori.

📌 𝐋𝐨𝐠𝐨 𝐛𝐢𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐔𝐄 𝐬𝐮𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐢
I prodotti provenienti da Paesi terzi con sistemi riconosciuti equivalenti potranno continuare a essere venduti come biologici. Per usare il logo europeo, però, dovranno rispettare requisiti supplementari: coltivazione su suolo vivo, benessere animale, metodi di trasformazione e regole di produzione e controllo allineate a quelle UE.
Viene esclusa anche la possibilità, prevista nella proposta iniziale della Commissione, di apporre il logo su prodotti con meno del 5% di ingredienti extra UE non conformi a questi requisiti.

🌱 𝐄𝐪𝐮𝐢𝐯𝐚𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝟏𝟏 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐳𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐫𝐨𝐠𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟑𝟔
Il riconoscimento dei sistemi biologici di Paesi come Argentina, Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti, oggi in scadenza a fine 2026, viene esteso al 31 dicembre 2036. Una scelta che dà continuità agli scambi e stabilità alle filiere internazionali.

📊 𝐒𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐥𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢
Per chi vende direttamente al consumatore prodotti biologici sfusi, l’esenzione dalla certificazione si allarga:
• fatturato annuo da 20.000 a 40.000 euro
• volumi venduti da 5.000 a 10.000 kg l’anno
L’esenzione riguarda la certificazione, non il rispetto delle norme di produzione e commercializzazione biologica né gli eventuali controlli.

Sono previsti inoltre 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐢 𝐬𝐮 𝐳𝐨𝐨𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐚 (in particolare pollame), 𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐦𝐢 𝐞 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚𝐜𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚, conversione al biologico, tempi di attesa dopo i trattamenti veterinari, prodotti per pulizia e disinfezione e fertilità del suolo in serra. Dal 31 dicembre 2031 la Commissione diffonderà buone pratiche per prevenire le contaminazioni tra biologico e convenzionale, oggi gestite in modo disomogeneo tra Stati membri.

𝐋’𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐮𝐞 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢: l’obiettivo è chiudere l’iter entro il 31 dicembre 2026. Per le imprese è il momento di verificare l’impatto su etichettatura, certificazione, requisiti produttivi e controllo dei fornitori.

🔗 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐯𝐢𝐭𝐚̀, 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐭𝐨, 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐂𝐒𝐐𝐀: 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐢 𝐢𝐥 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.
agricoltura biologica · Regolamento UE 2018/848 · logo biologico europeo · certificazione biologica · importazioni biologiche

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