30/05/2026
"I bǝlbàndǝ sono un formato di fresca tradizionale lucana e anche anzese, che anticamente, come si tramanda oralmente, erano destinati ai più piccoli. L’uso che se ne faceva potrebbe fornire un indizio sul significato del termine. Solo un’ipotesi, ma affascinante e “gustosa” comunque. Alcune donne, infatti, se interrogate sulla traduzione italiana della parola bǝlbàndǝ, affermano che sia “piccoli bambini” poiché le mamme del passato li preparavano esclusivamente per i più piccoli. Questo tipo di pasta soddisfaceva diversi bisogni delle mamme: sono all’uovo, dunque molto nutritivi; sono gustosi, perché fatti col pecorino nell’impasto; sono piccoli, come una pastina ante-litteram, quindi facili da deglutire per un bambino, soprattutto nella fase dello svezzamento; infine, ma importante, sono rapidi da preparare, poiché non andavano formati ma solo grattugiati. Ecco svelato l’arcano: bǝlbàndǝ sembra essere la trasformazione dialettale di “birbante”, in cui la liquida “l” ha preso il posto della “r” e, come quasi sempre accade nei dialetti meridionali, la desinenza “e” è caduta. La cosa più simpatica, che sembra rafforzare questa “ipotesi birbona”, è l'etimologia incerta di "birba": per alcuni trae origine dallo spagnolo "briba", che a sua volta deriva dal celtico "briw": pezzo, tozzo di pane; per altri le radici risalgono al tedesco "bilibi-bilifen": pane, nutrimento. Insomma, bǝlbàndǝ: che cibo birbante!" Dal "Anzi con gusto. Assònzë e altre lucane delizie" con dello chef Antonio Ciliberti. Per maggiori informazioni: https://www.amazon.it/gusto-Ass%C3%B2nz%C3%AB-lucane-delizie-integrale/dp/B0FX69RLW3