Caffè Girani

Caffè Girani Antica Torrefazione Veneziana - Torrefazione Artigianale - Il caffè dei Veneziani dal 1928 Girani coffee shop was born in 1928, in Venice near the Grand Canal.

Nel 1928, a Venezia, in centro storico vicino al Canal Grande, nacque, frutto di un grande amore per il caffè la torrefazione Girani, azienda artigianale a conduzione familiare. Selezioniamo i migliori caffè prevalentemente di provenienza centro americana che vengono tostati singolarmente miscelati secondo ricette di tradizione familiare. Queste ricette sono il risultato di decenni di esperienza e

di continui perfezionamenti effettuati con i clienti più esigenti ai quali può essere adattata una particolare miscela così da poter soddisfare ogni palato. Ne scaturiscono miscele dal gusto delicato che pur mantengono la forte tonicità che si richiede ad un buon caffè italiano. Le prime miscele fini GIrani sono certificate con il marchio di qualità, rilasciato dopo accurati e idonei controlli sulla qualità e sulle proprietà organolettiche chimiche del nostro caffè, dai laboratori scientifici della Camera di Commercio di Trieste. La ditta Girani rifornisce del proprio caffè a Venezia i più esclusivi alberghi, pasticcerie, bar e negozi di gastronomia per la vendita al minuto, le consegne vengono effettuati giornalmente dal lunedì al venerdì anche il giorno stesso dell'ordinazione. La giornata inizia per molti con un caffè.Si concludono pranzi e cene con un caffè,il caffè... il caffè è una pausa che ci concediamo durante i mille impegni quotidiani. Giuseppe Girani, il fondatore della torrefazione, ha cercato di rendere più dolce e piacevole questi momenti dando loro il gusto di un buon caffè, tradizione che continua con la famiglia. We selected the best grains of coffee from Central America and roasted them according to our family recipes, the results of decades of experience, created to satisfy every taste.

15/08/2024

Il padre dell'ex cantante di Amici, morto per leucemia fulminante:«Michele era un'artista, era leale e buono. Ognuno è libero di farne ciò che vuole della propria vita. Buon gossip, ma lasciatelo, non condivideva nulla di Fedez»

04/02/2024

🕒Il 1499 venne inaugurata in Piazza San Marco la Torre dell'Orologio!

Un capolavoro di tecnica e di ingegneria, che da più di cinquecento anni segna lo scorrere del tempo a .

❤️🦁


Comune di Venezia Città metropolitana di Venezia Venezia Unica Fondazione Musei Civici Venezia Luigi Brugnaro

29/11/2023
29/11/2023

Antichi Pastifici a Venezia .......

27/11/2023

Il Fondaco dei Tedeschi era una “piccola città” dove i mercanti soggiornavano e si rifornivano di merci: un punto nevralgico per la città di Venezia e per i suoi affari con i commerci stranieri.

A seguito dell’incendio devastante del 1505, l’edificio di proprietà della Repubblica viene ricostruito in soli tre anni e nel 1508 la decorazione delle pareti esterne è affidata a Tiziano e Giorgione. All’artista cadorino viene assegnata la facciata rivolta sul lato della Merceria, e sarà questa la sua prima commissione pubblica, mentre Giorgione, pittore già affermato nel panorama artistico dell’epoca, è chiamato a partecipare alla decorazione della facciata che dà sul Canal Grande. L’impresa pittorica dei due è monumentale, ma purtroppo arriva a noi quasi completamente distrutta.

Nel 1967 l’affresco “Giuditta con la testa di Oloferne” di Tiziano è in condizioni così lacunose da costringerne la rimozione dalla facciata del Fondaco, per poi essere conservato negli anni successivi alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d'Oro di Venezia.

Fino al 3 dicembre potete trovare la “Giuditta” nella mostra “Tiziano 1508. Agli esordi di una luminosa carriera” alle Gallerie dell’Accademia, una testimonianza unica dell’eccezionale lavoro di Tiziano nella sua prima opera pubblica. Non perdete l’occasione di ammirare l’affresco insieme alla stampa di Zanetti, sempre esposta nelle sale della mostra, che ne ricostruisce l’aspetto originale.

Vi aspettiamo!

Tiziano 1508. Agli esordi di una luminosa carriera
9 settembre - 3 dicembre 2023
Gallerie dell'Accademia di Venezia

“Giuditta con la testa di Oloferne”, Tiziano, 1508, affresco staccato e montato su vetroresina, Venezia, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro.

27/11/2023
27/11/2023

Zabaione alla veneziana.
Un “golosesso” a base di uova e zucchero per intingere i Bussolà buranei, i Baicoli, oppure oggi il tuo San Martin di pasta frolla 😋

👉 Il nome sembra derivare dall’illirico "zabaja" e sembra si rifaccia a una bevanda in uso presso i popoli del versante adriatico della pen*sola balcanica, una sorta di vellutata con vino dolce di Cipro. In realtà ci contendono il primato dell’origine, sia i piemontesi che sostengono la tesi che lo zabaione sia stato inventato a Torino nel XVI secolo, sia gli emiliani ai quali suona bene raccontare che lo scopritore fu tale Giovanni Baglioni, chiamato popolarmente Zvàn Bajòun.

👉 Per prepararlo ti serviranno 8/10 tuorli di uovo e altrettanti cucchiai colmi di zucchero, battili con un mestolo o una frusta fino a ottenere una spuma, quindi aggiungi un bicchiere di vino passito, oppure semplicemente un buon Marsala, e due prese di cannella in polvere. Cuoci a bagnomaria e mescola sempre nello stesso senso finché non comincerà ad alzarsi (non farlo bollire, se no rovini tutto!).

27/11/2023
27/11/2023

Ricordi ......la nostra piccola fabbrica della pasta in campo San Giacomo dell'Orio, anno 1966.

10/11/2023

3,2,1 festaaaa 🎊🎉
Anche quest'anno siamo prontissimi a festeggiare San Martino 😉

"San Martin xè andà in sofita
A trovar ea so novixia... "

🐎In un giorno di novembre, piovoso e freddo, Martino usciva a cavallo ricoperto con il suo mantello. Lungo la strada vide un povero, seminudo e barcollante dal freddo. Martino non avendo denaro con sé si impietosì e tagliò a metà il suo mantello donandone una parte al povero. Poco dopo smise di piovere e uscì il sole risaldando l'aria come fosse estate. Da qui il nome estate di San Martino, dove ancora oggi vengono ricordate le belle giornate di sole di novembre. Arrivata la notte Martino sognò Gesù con il mantello in mano ringraziandolo per il gesto di compassione.
A Venezia la tradizione del San Martino viene ricordata soprattutto dai bambini l'11 novembre girando per le strade della città con una corona di carta in testa, e facendo un gran baccano con pentole e campanacci.


Foto d'archivio di Elena S.

10/11/2023

Oggi, nove novembre si festeggia San Todaro, primo Santo patrono di Venezia. Era Teodoro di Amasea, chiamato Teodoro Tiro, il Soldato. Nato nel III secolo, morì in Amasea il 17 febbraio 306 . Era un soldato dell'esercito romano nel Ponto, e che per la sua fede in Cristo subì il martirio. E' considerato santo dalla Chiesa Cattolica e dalle Chiese Orientali. Nel Medioevo ebbe un grande culto , legato a un noto panegirico pronunciato da Gregorio di Nissa nato sui militari, soldati e reclute. Venezia lo ebbe come santo protettore, poi sostituito da San Marco quando le reliquie del martire furono trasportate dall'Oriente a Brindisi (città di cui è tuttora patrono). In conseguenza di questo, probabilmente, a Venezia fu creato un altro santo Teodoro, questo generale e non soldato, e conosciuto come Teodoro di Eraclea o anche come Teodoro Stratelate , il portatore di lancia. Verso il molo di Piazza San Marco, nell'area marciana, due pilastri in marmo e granito rosa e grigio alti una quindicina di metri e di diametro di un metro e sessanta si stagliano verso il bacino di San Marco. Sulle sommità la statua del leone alato, simbolo della Repubblica, probabilmente una chimera di origine assira, sull'altra la statua raffigurante San Teodoro ( San Todaro in veneziano)che sconfigge un drago somigliante ad un coccodrillo, primo santo protettore della città (quest'ultima è in realtà una copia, l'originale si trova all'entrata di Palazzo Ducale), statue rette da capitelli in tipico stile veneto - bizantino. Alla base delle colonne sono scolpiti i Mestieri.Francesco Sansovino ritiene che siano state portate da Costantinopoli nella seconda metà del XII secolo, e che in realtà le colonne fossero tre, ma che una di esse, nelle operazioni di sbarco sia andata perduta, mentre altri storici ritengono che siano arrivate nel 1125 portate da Domenico Michiel in una delle sue spedizioni in Terrasanta. Rimasero distese sulla piazza per molti anni e vennero erette solo nel 1172 da Nicolò Barattieri che riuscì a trovare un modo per issarle sul basamento; il Doge per ringraziarlo, gli concesse l'esclusiva del gioco d'azzardo da effettuarsi proprio ai piedi delle due colonne, e lo rese ricchissimo.
Nel passato, nella zona tra le due colonne, avvenivano esecuzioni capitali,e qualche veneziano ricorda che era consigliabile, per supersizione, non passarci in mezzo. Il detto “Te fasso vedér mi che ora che xe” significava esser al centro delle due colonne e quindi condannati a morte, dando le spalle al bacino di San Marco, e guardando verso la torre dei Mori.

Fonte Patrizia Venexiana

10/11/2023

Indirizzo

Castello 3727
Venice
30122

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
Martedì 08:30 - 12:30
Mercoledì 08:30 - 12:30
Giovedì 08:30 - 12:30
Venerdì 08:30 - 12:30

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