22/08/2025
Un po' di chiarezza....
Salve a tutti, sono la Viviana de Ai Folli. Ho letto tutti i commenti e i commenti ai commenti e mi sembra doveroso scrivere questo post (che vi prego di leggere fino in fondo prima di commentare) per fare un po' di chiarezza. Primo, molte cose dette sono frutto di disinformazione su chi siamo e cosa facciamo e secondo, sono rimasta assolutamente scioccata (e non "priva di parole" per vostra sfortuna) dal livello di egocentrismo/superficialità/menefreghismo/ignoranza raggiunto ad alcuni mestrini che vogliono la botte piena e la moglie ubriaca, vogliono godere di tutti i servizi e i vantaggi dati dall'abitare in centro città (dati anche dalle attività commerciali che demonizzano) ma allo stesso tempo vogliono il silenzio distensivo e rigenerante della campagna. Pura utopia.
Innanzitutto bisogna dire una cosa: Mestre ha un problema come tante altre città (il che è un bene perché magari si può replicare qualche soluzione adottata da altre amministrazioni). Negli ultimi 10 anni i senzatetto, le pr******te, i tossicodipendenti e gli alcool dipendenti, i clandestini senza documenti e gli immigrati con i documenti (e poi vi spiegherò perché nel calderone ci metto pure loro) sono triplicati e le forze dell'ordine non hanno gli strumenti, le leggi ne abbastanza agenti per contenere/respingere/risolvere/eliminare il problema fino ad ammettere essi stessi che il loro intervento è inutile, che non possono toccarli/trattenerli/spostarli fino ad essere considerati dai soggetti elencati sopra come mosche, fastidiosi ma innoqui. Stop. Questi sono i fatti. E non sono in discussione.
Permettetemi ora di cominciare dall'inizio. Nel 2019 l'ingenua sottoscritta, architetto di ristoranti,e l'ingenuo mio fratello, rinomato cuoco e pizzaiolo, figli di una stimata donna delle pulizie e di un saldatore ex cuoco, hanno deciso di aprire a Mestre un laboratorio di cucina artigianale basato sulla qualità degli ingredienti ( ci tengo a precisare "un laboratorio aperto al pubblico" non un pub o un bar o una paninoteca o un osteria come ci hanno definito) che produce e vende principalmente cibo, riproponendo un tipo di attività che lavora esclusivamente di notte molto diffusa dalle nostre parti (siamo della provincia di Taranto) ma che qui inspiegabilmente mancava nonostante i lavoratori notturni fossero tanti. Abbiamo bussato a tante porte in tutte le zone di Mestre ma siccome eravamo troppo giovani e non avevamo alcun precedente imprenditoriale in famiglia nessuno si fidava a darci un locale. Solo un imprenditore, che non aveva altra scelta perché sopraffatto di richieste straniere, ci diede credito e aprimmo il primo Ai Folli in via Piave. Il plauso generale fu doppio: da una parte chi festeggiava per il ritorno di giovani imprenditori italiani in via Piave e dall'altra chi ci ringraziava per aver deciso di servire i lavoratori di "serie B", quelli notturni, quelli di cui ci si ricorda solo quando ti servono (medici, tassisti, poliziotti e carabinieri e militari tutti, autisti di ambulanze e carroattrezzi etc etc) o quelli che nel buio lavorano per permettere di trovare la verdura al supermercato, il giornale in edicola, le medicine in farmacia, l'autobus pulito, la strada riparata, etc etc..., Noi che i conti li dovevamo pagare, cavalcammo l'onda di lavoro che ne derivò e ci crogiolammo fin da subito nella soddisfazione di sentirci dire "grazie per quello che fate"! Poco dopo è arrivato il COVID e cominciarono i problemi e da ingenui capimmo subito perché tutti ci dicevano che eravamo stati "coraggiosi". Siccome non eravamo un ristorante e non rientravamo nel "decreto ristori" che dava soldi ai ristoratori colpiti duramente dalle restrizioni della pandemia, abbiamo tenuto il locale operativo per pagare i conti e siccome per strada c'era solo quella gente che se ne fregava delle regole di contenimento COVID e del coprifuoco (e contro cui gli agenti di cui sopra non potevano fare nulla)
in poco tempo ci siamo ritrovati la sala invasa da pr******te e spacciatori addormentati coi piedi sui divanetti, bisognosi solo di un posto al caldo, all'asciutto, con un bagno e che gli facesse due patatine fritte. Inutili i tentativi di allontanarli da soli, inutili le richieste d'aiuto alle forze dell'ordine. E arrivò la prima ordinanza di chiusura. Ci sembrò la fine del mondo. Tanti i conti da pagare. Non ci sentivamo colpevoli di nulla se non di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma sopravvivemmo e ne uscimmo puliti e più forti. Molte persone che ci hanno "scoperto" durante il lockdown terminata l'emergenza volevano venirci a trovare personalmente ma non avendo posti a sedere all'esterno per coloro che non avevano il vaccino e non essendoci molto parcheggio e avendo fuori dalla porta tanta gentaglia, rinunciavano. Allora io e mio fratello abbiamo deciso di trovare un posticino più riparato all'interno della città con plateatico e parcheggio che non avesse davanti personaggi discutibili. Quando abbiamo visto questo locale in via Querini non c'è parso vero, bello e in una fantastica posizione con parcheggio e un bel plateatico. Ed eccoci qui. Tutto è filato liscio per quasi un anno. Ci venivano a trovare i clienti preCovid, quelli nuovi e pure tanti colleghi che finito il turno si fermavano qui a chiacchierare con noi. Nessun disturbo, nessuno schiamazzo (tranne qualche scaramuccia tra fidanzati o amici brilli). Regole precise rispettate da tutti, soprattutto niente musica all'esterno, niente feste né partite su maxi schermi. Avevamo messo un calcetto ma ci hanno detto di toglierlo e non c'è lo siamo fatti ripetere due volte. A settembre 2024 tutto è cambiato. Il primo tunisino, poi il primo con suo cugino, poi il primo con 4 amici, e poi gli amici con gli amici ed è stata la fine. Fino all'arrivo di quelli "dell'est" (immigrati con documenti di cui sopra) con i Porche e la musica a tutto volume. Li abbiamo pregati di abbassare la musica, di abbassare la voce, di rispettare le regole, per mesi ci abbiamo provato da soli, a sedare risse, ad allontanare gli spacciatori, hanno accoltellato mio fratello, mi hanno spaccato il naso con uno sgabello, "puttana"è diventato il mio secondo nome, hanno spaccato sedie, tavoli e ringhiere, lanciato biciclette e posaceneri sulle vetrate, e il tutto senza poter denunciare perché minacciati di ritorsioni, tornare e fare peggio, e noi sempre lì a ricomprare gli arredi e aggiustare il plateatico e tutto mantenendo attivo il servizio di consegne. Ma ce lo hanno detto chiaramente, "loro" sono superiori alle regole degli italiani, della società , "loro" se ne fregano. Questa è sempre stata la loro risposta "Me ne frego!" Vivono in mezzo a noi ma delle nostre regole "se ne fregano!"
Ma lavorare di notte logora corpo e mente. Stare svegli 6 notti su 7 con turni di 12h debilita. Le rinunce personali, la cena di natale e la festa di capodanno, il compleanno e il saggio dei figli, la pizza con gli amici e il cinemino con il compagno etc etc compromettono la vita privata. Però c'era la passione per questo lavoro e le recensioni positive e i "grazie grazie grazie" dei clienti che ci "risarcivano" e ci facevano andare avanti. E poi niente è bastato più. Eravamo amareggiati, indeboliti, senza più forze, e abbiamo cominciato a chiamare le forze dell ordine, a chiedere aiuto. E abbiamo sbagliato. Ed è arrivata l'ordinanza di chiusura anticipata. Ora io mi chiedo: che colpa abbiamo noi? Abbiamo aperto un laboratorio notturno di cibo con le migliori intenzioni, abbiamo investito tutto ciò che avevamo per creare un ambiente pulito e alla moda, ci siamo fatti "il c**o" per mantenere attivo il servizio di asporto e domicilio, e poi? Ci addossano la colpa di essere "invasi" di gentaglia? Ma non sarebbe compito delle forse dell ordine (chiamate così non a caso credo) occuparsi della "gentaglia" e permettere a noi di lavorare?
Signori 45 firmatari (su oltre 1000 residenti del quartiere) che ci incolpano di togliere loro il sonno, che ci incolpano di essere unicamente polo attrattivo di sbandati, che ci incolpano di chiudere troppo tardi rispetto agli altri locali (locali diversi, licenze diverse) e di non rispettare le regole, vi chiedo, non si poteva fare diversamente? Salvaguardare cioè il vostro diritto a riposare, il nostro a lavorare e quello dei nostri clienti di mangiare? Forse un paio di esempi vi aiuteranno a capire la grande idiozia frutto di menefreghismo e superficialità che avete commesso.
Prendiamo l'autobus ACTV N1 (notturno linea 1) che riporta a casa i residenti che staccano da lavoro. Se vi cominciano a salire tossici e sbandati, secondo voi, l'azienda abolisce la corsa lasciando i lavoratori a piedi e l'autista a casa o intensifica il servizio di sicurezza a bordo mantenendo attivo il servizio per i cittadini?
Prendiamo un parchetto di quartiere con giostrina e panchina. Se di giorno la panchina è usata da mamme che sorvegliano i figli e da anziani che si leggono il giornale ma di notte fosse usata da uno spacciatore che aspetta di incontrare i clienti o da un senzatetto malmesso, cosa sarebbe giusto fare? Eliminare la panchina e lasciare i cittadini in piedi e lo spacciatore o il senzatetto si spostano in un altro parchetto o intensificare la sicurezza, lasciare la panchina ai cittadini e arrestare lo spacciatore o ospitare il senzatetto in un ricovero adatto? Quindi vi chiedo, invece di raccogliere firme per fare chiudere il nostro locale e lasciare noi in mezzo a una strada con 200.000€ di debiti e decretare la nostra rovina a vita e lasciare i nostri clienti senza pasti e la gentaglia che si crede superiore alle regole e fa casino e casini semplicemente spostata da un altra parte, non sarebbe stato più saggio raccogliere le firme per chiedere una volante davanti al locale, lasciare a noi il diritto di lavorare e pagare i nostri conti, ai nostri clienti il diritto di mangiare, a voi il diritto di dormire e sanzionare per disturbo della quiete pubblica chi veramente il casino lo fa arrivando con auto a tutta birra, con casse con la musica a palla, chi si azzuffa per una sciocchezza e chi arriva barcollando già ubriaco da altri locali? Risparmiandoci insulti e coltellate perché non li serviamo? Può essere che non ci siete arrivati che era questa la cosa giusta da chiedere? (Tra l'altro via Querini nota come "via delle spaccate" dall'arrivo de Ai folli non ha più visto una vetrina spaccata, una macchina aperta, un garage svuotato, uno spacciatore nei cortili) E invece no, via I Folli via il problema, morte tua vita mia, il vostro diritto a dormire è superiore al mio di lavorare e ai clienti di mangiare, i debiti li ho firmati io e mo' sono cazzi miei, se aprono la macchina del vostro vicino o gli svuotano il garage o vi defecano nel giardino vi girate dall'altra parte e tutto il resto è noia. Quindi Ve lo richiedo, sicuri di aver fatto la cosa giusta nel modo giusto? O forse, giusto un cincinin siete stati egocentrici e superficiali?
P.S. Ieri sera ho visto il tunisino che mi ha spaccato la faccia in sella ad uno scooter nuovo fiammante con un amico. Si sono fermati al negozietto etnico sulla curva di via Querini a comprare la birra (in bottiglia).
Risultato: L'etnico ha 3€ in più in tasca, lo spacciatore tunisino ha la sua birra e la sua libertà, e io povera cretina con le lacrime agli occhi, che tanti scrupoli mi facevo a vendere il vetro, sicuramente quello scooter non lo potrò comprare a mia figlia, ma manco pagarle l'università o cambiarmi la macchina o qualsiasi altra cosa mi serva visto che avete deciso per la mia vita e avete decretato la morte finanziaria di un'azienda in capo a una madre di famiglia monoreddito. Con meno superficialità sono certa che un altra soluzione si poteva trovare e fare pagare chi veramente lede i vostri diritti. E non sono io.
Passo e chiudo.