23/06/2026
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AMSTERDAM DIMENTICATA / KORSAKOFF: STAY METAL, LA STORIA DI BORCHIE, DISAGIO E CRESTE IN CENTRO
Il Korsakoff era davvero punk: puzzava di birra e tabacco, ed era talmente scuro e grezzo da sembrare uno squat di un'altra epoca. O meglio, squat lo era stato per davvero, ma della sua anima sociale si era poi portato dietro i concerti, le pogate, le creste, i fiumi di birra e quel fascino debosciato. Un posto talmente autentico che oggi quell'estetica è stata presa in ostaggio dai brand, che fanno credere alle nuove generazioni che basti vestirsi punk per esserlo.
Negli ultimi tempi era diventato una vecchia gloria sul viale del tramonto, ma negli anni d'oro (dalla fine dei '90 fino alla fine degli anni 2000) è stato una vera istituzione. Un rifugio sicuro per punk, goth, metalhead e spiriti liberi provenienti da tutto il mondo.
Il Korsakoff affondava le sue radici nella scena dei club nati dalle occupazioni degli anni '80. In un'epoca in cui Amsterdam era il paradiso indiscusso della controcultura, il locale si impose subito come il polo opposto rispetto ai club commerciali della vicina Leidseplein. Al Korsakoff non importava chi fossi, come fossi vestito o quanti soldi avessi in tasca: l'unica regola era che non c'erano regole.
Chiunque ci sia entrato almeno una volta ne ricorda la struttura unica: un piccolo tempio del rock disposto su due livelli.
Amplificatori e luci si sono spenti definitivamente nel 2013. Amsterdam ormai era cambiata: la gentrificazione e i ricambi generazionali non hanno risparmiato nessuno, figuriamoci un posto così selvaggio.
Ma a distanza di anni, la vecchia crew del locale, i baristi storici e i DJ continuano a riunirsi periodicamente in altri spazi sociali e centri culturali della città (come l'OCCII) per le serate Reunion, dimostrando che lo spirito del Korsakoff è duro a morire.
E voi? Ci siete mai stati? Ma soprattutto: ve lo ricordate?